Il libro del mese: uno spazio che abbiamo scelto di dedicare alle pubblicazioni più interessanti del panorama filosofico e culturale italiano. Scrivendo alla nostra redazione, vi daremo l'opportunità di entrare in dialogo con l'Autore. I dibattiti e le riflessioni maturati saranno disponibili on line nella nostra rivista.
Autore: Fernando Pessoa Titolo: Alla memoria del Presidente - Re Sidónio Pais. Testo portoghese a fronte Curatore: Brunello De Cusatis Editore: Edizioni dell'Urogallo Collana: Pessoana Prezzo: € 11,00 Dati: pag. 60, brossura
Il 4 agosto 1578, il sovrano portoghese D. Sebastião, ultimo rampollo della dinastia Avis, partì alla volta di Al-Ksar el Kebir per quella che fu la sua unica crociata contro i musulmani. La truppa portoghese, formata da 20.000 uomini, si scontrò con l’esercito musulmano – guidato dal sultano Mumaly ‘Abd al-Malik – che contava più di 50.000 soldati. Una missione disperata, destinata a trasformarsi in un olocausto: 7.000 soldati portoghesi perirono in battaglia. Il Re stesso morì, lasciando il regno del Portogallo vacante. La scomparsa prematura di D. Sebastião, che non potè contare su una discendenza in linea diretta, permise a Filippo II di Castiglia di rivendicare il trono, condannando così il Portogallo a sessant'anni di dipendenza dalla sovranità spagnola. Tuttavia, il corpo di D. Sebastião non fu trovato: il popolo portoghese, il quale mai accettò l’annessione alla corona di Castiglia, non volle credere alla sua morte. I vaticini del profeta ciabattino Bandarra, che già avevano predetto la caduta dell’amato Re, affermavano che il Desejado sarebbe tornato, velato, in un mattino di nebbia, su un bianco destriero, per riscattare il suo popolo dalla schiavitù, conducendo il Portogallo ad un glorioso destino che lo voleva ultimo Regno del Mondo, il Quinto Impero predetto dalle profezie bibliche di Daniele1. Il Re, dunque, non era morto ma attendeva sulle Isole Fortunate il momento propizio per ritornare. Quasi tre secoli e mezzo dopo, come Bandarra aveva predetto, ecco ricomparire il Re, celato sotto le mortali spoglie del maggiore Bernardino Cardoso da Silva Sidónio Pais… Brunello de Cusatis, per le Edizioni dell’Urogallo, ripropone una delle più suggestive opere poetiche di Fernando Pessoa, Alla Memoria del Presidente-Re Sidónio Pais. Riportando alla luce un testo troppo a lungo dimenticato e screditato dalla critica letteraria italiana – la quale ha prediletto un filone interpretativo di tipo filologico-letterario, escludendo sistematicamente tutta quella linea dell’universo pessoano prediligente esoterismo, sebastianismo e pensiero politico2 – De Cusatis rimette magistralmente in questione il monopolio italiano della letteratura di questo geniale autore, rivendicandone la multiformità di pensiero e di espressione. È necessario, in Italia ed oggi come non mai, recuperare una “visione ampia e globale della poesia pessoana” al fine di “(ri)posizionarla nel suo alveo naturale, tra le cui peculiarità figura l’alternarsi o il concorso di modernità e tradizione”3. Se Fernando Pessoa è stata una delle voci più autoritarie nel ridefinire i confini della poesia del XX secolo, non è meno vero che egli possa inserirsi, senza difficoltà alcuna, in quella corrente di pensiero che abitualmente viene definita antimodernismo4. Ponendosi in linea diretta con la critica alla democrazia e alle forme degenerate dell’egualitarismo tipiche del Mondo Moderno, Pessoa auspicò un ritorno ad un sapere di tipo esoterico ed élitario, dichiarandosi, verso la fine della sua vita, aderente alla cosiddetta Tradizione Segreta del Cristianesimo5, scagliandosi, in tal modo, contro quelle forme crepuscolari di religione – diventate, ormai, semplice ricettacolo di morale per il popolo – che gettano nell’oblio la propria origine, dimenticando come le loro radici affondino in un terreno totalmente differente, ovvero quello del cammino iniziatico, senza il quale alcuna Verità può dirsi possibile. Contro le false mitologie della scienza e del progresso, egli richiamò l’attenzione dei suoi contemporanei sul Mito, inteso non solo come narrazione delle origini ma come Destino che un popolo affida a se stesso a guida delle sue azioni. A tale proposito, proprio il mito sebastianista doveva servire come spinta propulsoria al fine di rialzare le sorti di un Portogallo ridotto ad essere confine dimenticato di un’Europa culturalmente ed industrialmente avanzata. Come ben sottolineato da De Cusatis, diviene necessario “il ricorso all'azione mitogenica, all'epicità di un passato glorioso, al profetismo mistico, esoterico ed occultistico, unici strumenti che un poeta, estraneo a qualsiasi tipo di schema ideologico-politico codificato, possa realisticamente manovrare al fine di tentare di risvegliare un Paese dai suoi secolari e rischiosi torpori”6. Solo se il popolo portoghese fosse riuscito a disporsi all’attesa interiore di D. Sebastião, senza attendere passivamente e dall’esterno7 la redenzione promessa, allora il regno lusitano sarebbe divenuto un'altra volta il più grande Impero del mondo, non inteso esclusivamente in senso meramente espansionistico e materiale ma elevato ad un livello superiore di tipo culturale e spirituale. Ecco, dunque, il prospettarsi della possibilità di un Nazionalismo Mistico: l’intera collettività, solamente attraverso una spinta di rinnovamento interiore, avrebbe potuto rendere nuovamente possibile il ritorno ad uno splendore ancestrale. Secondo le esemplari parole del curatore, “Pessoa è fondamentalmente uno scrittore-patriota. Questo per significare che dietro e al di là della scissione psicologica, delle sue maschere (…), v’è l’amore filiale per una patria ritenuta bistrattata e offesa, per una Nazione, il Portogallo epocale, reputata alla deriva e il cui risorgimento avrebbe potuto attuarsi solo per il tramite d’una totale catarsi – politica, spirituale, morale e culturale”8. Questa la cifra del Nuovo Sebastianismo pessoano, questo il contributo del Poeta Vate al suo popolo. L’elegia per Bernardino Cardoso da Silva Sidónio Pais fu pubblicata il 27 febbraio del 1920 per il giornale Acção, organo del Nucleo di Azione Nazionale di Lisbona. Tre anni prima, il popolo portoghese aveva assistito al colpo di stato guidato dal maggiore, causato dalla decisione del governo repubblicano, risalente al 24 febbraio 1916, di entrare in guerra a fianco della Triplice Intesa. Il conflitto, svolgendosi nei territori coloniali, aveva costretto un numero ingente di soldati a partire per un lontano fronte, nonostante larghissimi strati della popolazione fossero contrari all'operazione bellica. A causa dello scontento popolare, il 5 dicembre 1917, la sollevazione militare di Sidónio Pais mise fine all'“Unione Sacra” di António José de Almeida. Successivamente, il maggiore stabilì che venissero regolarmente svolte le elezioni, tramite le quali quest'ultimo venne eletto a comando della Nazione, attraverso suffragio popolare diretto. La Repubblica Presidenziale instaurata fu sostenuta da gran parte del paese e sembrò essere il preludio di una rinascita politica del Portogallo se non che, il 14 dicembre 1918, solo un anno dopo le elezioni, Sidónio Pais venne assassinato, alla stazione del Rossio, da José Julio Costa, repubblicano-rivoluzionario e comunista anarcoide. L'azione non fu guidata da alcuna organizzazione politica, ma si trattò di un gesto isolato. Il sogno di stabilità dei portoghesi andò in frantumi insieme alla morte del comandante. Lo Stato cadde nel disordine governativo: dopo un effimero tentativo di restaurazione della Monarchia, che cadde qualche mese dopo, il 30 giugno del 1919, si insediò la Repubblica. Pessoa sostenne pubblicamente fin da subito il nuovo presidente, nel quale ripose la speranza di una guida salda per il proprio popolo: “desideriamo salutare il dott. Sidónio Pais, Presidente della Repubblica, per volontà del destino, per diritto della Forza, diritti maggiori del suffragio in prestito che lo ha eletto”9. Nell'elegia vengono tessute le lodi del maggiore attraverso i fili di un immaginario di marca fortemente sebastianista. L'immagine di Sidónio Pais, che Pessoa lascia trasparire da descrizioni di carattere squisitamente epico, è quella di un sovrano appartenente alla stirpe dei più grandi Re di Portogallo. L'aspetto non è quello di un semplice maggiore ma è il volto nobile di un monarca o, meglio, di un Soldato-Re, un “cavaliere leale, dallo sguardo dolce e altero”10 che, seppur appartenente ad un'era senza sovrani né sudditi, fu
Re nato la sua regalità,
per non poterla dagli avi suoi
ereditare, con mistica interezza
da Dio la ereditò11.
Come nell'antichità, il sovrano regge “l'unta spada”12 che Dio ha posto nelle sue mani per difendere la Patria. Sin dalle prime quartine è chiaro lo spirito che muove l'autore, auto-trasfiguratosi da poeta avanguardista a cantore epico, perché la grandezza del suo Re possa trovare le parole giuste:
Lontano da fama e da spade,
alieno dalle turbe egli dorme.
D'intorno, claustri o arcate?
Solo la notte enorme13.
È piuttosto chiaro che il riposo del maggiore è quello eterno della morte, dalla quale alcun risveglio è possibile. Tuttavia, la metafora del sonno lascia già intravedere l'intento dell'elegia: Sidónio Pais è realmente morto? Per il paese che lo ama e non sa accettare di averlo perduto, egli è ancora vivo. Le quartine che ci introducono nel cuore del popolo lusitano sono particolarmente significative:
Ma l'anima accesa non accetta
quella morte assoluta,
il nulla di chi fu Patria, e fede eletta,
e unta spada.
Se l'amore crede che la Morte mente
quando a chi vuole si porta via di nuovo
tanto più crede il Re ancora esistente
l'amore della nostra gente!14
Dopo tre secoli, il mito sebastianista è talmente vivido che è facile riscontrarne i segni in questi ultimi versi. Non potrebbero riferirsi essi, infatti, proprio a quel D. Sebastião di cui il popolo portoghese attende il ritorno da più di trecento anni? Il verso “si porta via di nuovo” indica che il Desejado è già stato strappato ai portoghesi da una partenza – terrena o ultraterrena – improvvisa. La comparsa del maggiore e le gesta da lui compiute rappresentano, secondo Pessoa, proprio l'avverarsi delle profezie bandarriane: il Re D. Sebastião è tornato, reincarnandosi nella figura del Soldato Sidónio Pais. Se la mancanza di riferimenti espliciti può lasciare qualche perplessità, le tre quartine seguenti tolgono ogni dubbio:
E un mistico segno chiama
quel che, nel piano trapassato,
vive ancora in noi, lontana fiamma:
IL DESIDERATO.
Sì, solo v'è la speranza, come quella
- e chissà s'è poi la stessa! - quando
di Avis scomparve l'ultima stella
sul campo nefando.
Nuovo Al-Ksar el Kebir nella notte!
Nuovo castigo e male del Fato!
Per quale peccato nuovo il flagello
così è dato? 15
L'analogia è pienamente svelata al comparire del secondo termine di paragone e, Sidónio Pais,
fiore emerso dalla palude della nazione,
alba della Redenzione16
viene finalmente definito come colui nell'anima del quale
Seguendo tutti gli sviluppi della reincarnazione, anche il maggiore dovrà, secondo il mito, risvegliarsi dalla sua apparente morte, per tornare ancora una volta a capo del suo beneamato popolo;
e domani, quando vorrà la Sorte,
quando cesserà l'espiazione, resusciterà dalla falsa morte, anche se non lui.18
Riaffiora l'elemento di un ritorno occultato, riconoscibile dunque soltanto da occhi ben desti. Il Desejado è tornato sotto differenti spoglie e la cecità del suo popolo “ignorante e decadente”19, che aveva male interpretato i vaticini, ha impedito che egli venisse riconosciuto:
lo oscurò la Sorte che riportato
l'aveva con notturno velo20
Il volto dell'Encoberto, come d'altra parte profetizzato, è stato occultato da diverse vesti mortali e il popolo portoghese non ha saputo strappare l'illusorio velo di Maya che nascondeva il Desejado, così da non riuscire ad andare oltre le apparenze fenomeniche che gli avrebbero permesso di cogliere la Verità. Uccidendo Sidónio/Sebastião, il Portogallo è andato incontro ad un nuovo Al-Ksar el Kebir e, ancora una volta, a governare sono “il servo e il giullare”21. Si potrebbe a ragione obiettare che, fin qui, il contenuto dell'elegia entra in collisione con il nuovo sebastianismo inaugurato da Pessoa. Effettivamente, il ritorno fisico del Desejado non dovrebbe essere contemplato all'interno di una rielaborazione del sebastianismo che auspichi un rifiorire interiore del mito, ovvero una sua professione mistica. L'identificazione fra Sidónio Pais e D. Sebastião sembrerebbe violare le regole del gioco stesso di Pessoa, implicando l'attesa della successiva ricomparsa fisica dell'Encoberto per una seconda speranza di redenzione. Tuttavia, tanto il maggiore quanto l'antico Re sono simboli incarnati del Riscatto promesso e, in quanto tali, mantengono pur sempre un crisma meta-storico e meta-fisico. La Redenzione sarà possibile solo tramite il risveglio interiore dei singoli individui; Sidónio/Sebastião, l'incarnarsi fisico del simbolo, si è reso vivo ancora una volta davanti agli occhi di un popolo addormentato da secoli affinché esso si risvegliasse. La sua morte, quindi, lungi all'essere un flagello inflitto da Dio, è il segno tangibile di cui il Portogallo necessita per tornare ad essere desto. Pessoa, a tal riguardo, è esplicito:
In nuova forma o nuovo ardore
da altrui polso o ereditati,
ritorni come un pensiero,
anima di un nome!
Ritorni senza che la gente lo veda,
ritorni così che la gente lo senta - impulso, luce, visione che conduca
e l'anima presenta! 22
e ancora:
chiunque tu sia, là nell'abisso
ove la morte la vita conduce,
sii per noi un misticismo.23
Si tratta di un misticismo che implica “una certa essenza di Realtà: non costituita unicamente da quella parte visibile, attingibile dai sensi, ma anche da un'altra, un secondo lato trascendente – la realtà assoluta. E così questo sapere, questo accesso ad una realtà seconda, non è un movimento puramente intellettuale, che rispetta e interessa solamente una parte dell'essere vivente ma implica e trascina tutta la sua vita, la sua salvezza”24. Simbolo di una Realtà Assoluta, Sidónio/Sebastião si trasforma così nel flusso vitale che infonde in ogni anima un nuovo ardore che, percepito con l'occhio interiore e non con la vista esteriore, sia in grado di condurre l'anima verso un nuovo misticismo.
(Rita Catania)
1. Per una dettagliata trattazione del Sebastianismo cfr. l’introduzione di Davide Bigalli a A. Vieira, Per la storia del futuro, introduzione, traduzione e note a cura di D. Bigalli, postfazione di P. Rossi, L'Eubage, Aosta, 2002 2. Cfr. in proposito, F. Pessoa, Politica e profezia. Appunti e frammenti 1910-1915, a cura di B. de Cusatis, Antonio Pellicani, Roma, 1996; F. Pessoa, Scritti di sociologia e teoria politica, a cura di B. De Cusatis, Settimo Sigillo, Roma, 1994; Futuro Presente, III, 1994, 5 (numero monografico della rivista dedicato a Fernando Pessoa). 3. B. De Cusatis, Innovazione e tradizione nella poesia di Fernando Pessoa, in F. Pessoa, Alla memoria del Presidente-Re Sidónio Pais, a cura di B. De Cusatis, nuova versione riveduta, Edizioni dell’Urogallo, Perugia, 2010, 11-2. 4. Se gli antimoderni, è bene ricordarlo, concordano appieno su cosa occorra decostruire – i bersagli più colpiti dalle loro diagnosi essendo scienza moderna, democrazia e pensiero logico-razionale – le soluzioni che seguono le loro critiche sono le più disparate. Così, alle proposte di un ritorno all'ortodossia religiosa quale unico mezzo di guarigione possibile – Zolla, Guénon, De Giorgio – si accostano le possibilità di una restaurazione del paganesimo – Evola, Reghini e lo stesso Pessoa. La definizione di antimodernismo, costruita a posteriori, accoglie tanto luddisti e simili quanto autori, tra i quali Jünger e Spengler, che incitano alla partecipazione massiva alle finalità tecniche del Mondo Moderno, ai fini di accelerarne il trapasso. Tutti costoro, autori originali ed indipendenti, fanno parte di questa corrente di pensiero. 5. F. Pessoa, Nota biografica, in Pagine esoteriche, a cura di S. Peloso, Adelphi, Milano, 2007, 15. 6. B. De Cusatis, Innovazione e tradizione nella poesia di Fernando Pessoa, cit., 18. 7. F. Pessoa, Pagine esoteriche, cit., 158. 8. B. De Cusatis, Innovazione e tradizione nella poesia di Fernando Pessoa, cit., 17. 9. F. Pessoa, Politica e profezia. Appunti e frammenti 1910-1915, cit., 163. 10. F. Pessoa, Alla memoria del Presidente-Re Sidónio Pais, cit., 35. 11.Ivi, 43. 12.Ivi, 37. 13.Ivi, 35. 14.Ivi, 37, corsivo nostro. 15.Ivi, 47-8. 16.Ivi, 49. 17.Ibidem. 18.Ivi, 39, corsivo nostro. 19. F. Pessoa, Pagine esoteriche, cit., 158 20. F. Pessoa, Alla memoria del Presidente-Re Sidónio Pais, cit., 45. 21.Ivi, 47. 22.Ivi, 45-7, corsivo nostro. 23.Ivi, 51. 24. Dalila L. Pereira da Costa, O esoterismo de Fernando Pessoa, Lello & Irmão editores, Porto, 1978, 174-5. Traduzione dal portoghese nostra.